“Sguardi sul Mali. Viaggio nella cultura africana” – Lo Stradone

“Sguardi sul Mali. Viaggio nella cultura africana”

Dal 6 al 23 ottobre, il Salone di Rappresentanza del Palazzo del Governo di Taranto (Via Anfiteatro, 4) ospiterà la mostra “SGUARDI SUL MALI – Viaggio nella cultura africana”, organizzata dalla Provincia di Taranto e dall’Associazione Amici dei Musei Greci e Messapi.
L’esposizione nasce come un omaggio alla cultura africana e alla memoria di Bakari Sako, ponendosi come uno spazio privilegiato d’incontro tra popoli, conoscenza reciproca e dialogo interculturale.

I visitatori saranno accompagnati in un percorso immersivo alla scoperta del Mali, della sua millenaria storia, delle sue tradizioni antropologiche e della straordinaria ricchezza delle sue espressioni artistiche.
Attraverso opere, sculture e testimonianze visive, la mostra si propone di raccontare l’anima di una terra affascinante e le sue profonde connessioni con i temi della memoria, dell’identità e del senso di comunità.

La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì nelle ore mattutine, dalle 9:00 alle 12:30, mentre nelle giornate di martedì e giovedì è prevista anche un’apertura pomeridiana dalle 15:00 alle 16:30. Per la visita guidata con gruppi composti da un minimo di 10 persone e per ulteriori informazioni, è possibile effettuare la prenotazione contattando il numero 334.6474766.
La mostra è a ingresso libero e gratuito ed è garantita l’accessibilità alle persone con mobilità ridotta, grazie all’ingresso dedicato dal cortile della Questura (tramite l’ascensore delle scale monumentali).

“È motivo di orgoglio inaugurare questa mostra dedicata al Mali, alla sua storia, alla sua cultura e alle sue tradizioni”, afferma il come Presidente della Provincia Gianfranco Palmisano. “La cultura ha una forza straordinaria perché unisce ciò che è diverso, crea ponti e ci aiuta a comprendere l’altro. Conoscere culture diverse significa aprire la mente, ma anche allargare il cuore, perché ogni incontro con una storia e con un popolo diverso ci arricchisce. Questa mostra ha poi per noi un significato ancora più profondo, perché nasce anche nel ricordo di Bakari Sako, una vicenda tragica che ha colpito la nostra terra e che non possiamo né vogliamo dimenticare. Ricordare però può servire anche per trasformare il dolore in un’occasione di incontro, di conoscenza e di dialogo. E credo che sia proprio questo il messaggio più bello che possiamo affidare a questa mostra: dalle ferite può nascere la volontà di conoscersi meglio, e dalla conoscenza può nascere una comunità più aperta e più unita. Ringrazio i coorganizzatori, l’Associazione Amici dei Musei Greci e Messapi e tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa”.