Puglia candidata ad essere la prima regione per agrivoltaico. Ma attenzione alle produzioni agricole

La Puglia spinge l’acceleratore sull’agrivoltaico. A dirlo è il numero di aziende che in questi ultimi tempi stanno prendendo informazioni e stilando contratti. Una tendenza registrata da Confagricoltura Puglia che sta promuovendo e partecipando attivamente a incontri formativi per uno sviluppo consapevole e che non ripeta gli errori del passato. Ieri, giovedì, Confagricoltura Bari ha promosso un webinar sul tema e nei giorni scorsi si sono tenuti incontri a Taranto.

Il fermento sta aumentando in visione dell’apertura del bando Parco Agrisolare (La misura mette a disposizione in totale 1,5 miliardi di euro, il 40% dei quali per sostenere progetti da realizzare in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e di altri bandi che prenderanno il via nelle prossime settimane per l’agrivoltaico.

Con 2.933 megawatt installati, la nostra è già la prima regione italiana per potenza degli impianti fotovoltaici domestici (dato 2021). Adesso, tra le misure previste nel PNRR un importante ruolo è dato dall’agrisolare e dall’agrivoltaico. L’agrisolare è un efficientamento strutturale, con la finalità di installare impianti sui fabbricati esistenti, l’agrivoltaico tende a creare una sinergia tra la coltivazione dei campi e la produzione di energia elettrica, garantendo una produzione da fonti rinnovabili utile per il Paese.

 “Sull’agro-fotovoltaico vanno fatte scelte compatibili con le produzioni pugliesi, altrimenti rischiamo di essere solo un po’ meno dipendenti dall’estero nel settore energetico ma ancor più dipendenti sul piano alimentare e questa non mi sembra una prospettiva auspicabile”, sottolinea il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro. “L’uso improprio di questi impianti, dunque, potrebbe portare alla scomparsa di produzioni agroalimentari di nicchia e alla riduzione delle grandi produzioni caratteristiche del nostro territorio. Ciò procurerebbe un danno enorme alla Puglia, famosa in tutto il mondo per la varietà di prodotti tipici”.

In Puglia abbiamo una delle maggiori estensioni di terreni agricoli del Paese e il sole è presente quasi tutto l’anno. “Però – evidenzia Lazzàro – bisogna evitare gli errori già fatti. L’agro-fotovoltaico è sicuramente una opportunità per la Puglia e per gli imprenditori agricoli di produrre energia rinnovabile e fare reddito. Tra l’altro va evidenziato che questo genere di impianti portano una rendita all’agricoltore e vengono giudicati positivamente in quanto favorirebbero il risparmio idrico. Ciò, teoricamente, è dovuto alla minore evaporazione delle acque, piovane o d’irrigazione, per effetto del minor irraggiamento solare. Per ottenere un vero risparmio idrico, tuttavia, bisognerebbe adottare ben altri sistemi e tra questi sicuramente il riciclo delle acque”.