Candidati sindaco a confronto. Intervista a Mauro Bello – Lo Stradone

Candidati sindaco a confronto. Intervista a Mauro Bello

Mauro Bello

Quali sono le vostre priorità per Martina?

Martina è una città che va ascoltata, in cui proprio la partecipazione e l’ascolto, azioni tanto decantate dall’attuale Amministrazione uscente non sono mai realmente state messe in atto. La nostra priorità è quella di riportare il cittadino al centro della politica, al centro delle scelte più importanti. Ecco perchè vogliamo incentivare la formazione di Comitati di quartiere, attivare sportelli itineranti di ascolto, per garantire realmente la partecipazione dei cittadini alla vita politica e amministrativa della città. Altra priorità è certamente quella di rilanciare l’economia. Per far crescere una città non servono solo le grandi opere, serve ripartire dai piccoli ma fondamentali interventi, come la modifica dei regolamenti comunali che in questi anni hanno penalizzato oltremodo soprattutto commercianti ed esercenti. Un’ operazione che può finalmente far ripartire il processo di sviluppo di questa città e che non richiede alcun investimento di denaro pubblico. Prioritario è poi avere una diversa visione si sviluppo turistico per questa città, che deve poter ritrovare quella centralità persa nel contesto territoriale. A che serve totalizzare grandi numeri se poi quegli stessi numeri non si traducono in economia? Occorre invece programmare un’offerta turistica che sia realmente attrattiva e che produca un concreto riscontro economico per la città, riportando, ad esempio, i grandi eventi fuori dal chiuso dei palazzi, all’aperto, tra i vicoli e le piazze di un centro storico che va rivitalizzato e questa è un’altra priorità del nostro programma. Come prioritario è promuovere concrete ed efficaci politiche giovanili, così da offrire ai nostri ragazzi tutte le opportunità per realizzare i propri progetti, attraverso la formazione di incubatori d’impresa e di start-up, la creazione di spazi in coworking e, parlando di priorità, non si può non puntare ad una città sempre più europea, promuovendo la partecipazione dell’Amministrazione a progetti dell’Unione Europea a sostegno della cooperazione transfrontaliera, con l’obiettivo di affrontare, congiuntamente, sfide comuni e trovare soluzioni condivise in settori quali: ambiente, istruzione, trasporti, energia sostenibile.

 

Il Piano urbanistico generale è al centro del programma elettorale. Cosa farà la sua Amministrazione?

L’iter del Piano urbanistico generale è proprio uno degli esempi più evidenti della mancanza di partecipazione da parte dell’Amministrazione di centro sinistra. Occorre ripartire da un Pug realmente partecipato e condiviso. Ecco perché occorrerà subito riunire attorno allo stesso tavolo ordini professionali, associazioni di categoria, comitati di quartiere e amministratori per progettare concretamente insieme lo sviluppo urbanistico di questa città. Un piano urbanistico che, come ho avuto già modo di ribadire in altre occasioni, va rivisto, in accordo con i tecnici e gli Enti preposti, soprattutto per quel che concerne la rivisitazione dei vincoli paesaggistici. Il nostro territorio non può espandersi a macchia di leopardo ma secondo criteri urbanistici ben determinati nel rispetto delle peculiarità dei luoghi. Una visione di sviluppo che passa ovviamente dal Pug ma anche dalla necessità di dotare di infrastrutture e servizi, anche primari, la nostra area industriale (collegamenti, ristrutturazione di strade e marciapiedi, parcheggi, fibra, più sicurezza, un asilo per facilitare la gestione famiglia/lavoro), sostenere il Made in Italy, il tessile, il nostro apparato commerciale, l’agroalimentare, la zootecnia.

 

L’appalto per la gestione dei rifiuti è in scadenza. Come immagina il prossimo capitolato?

Occorre dotare la città di un nuovo appalto rifiuti moderno ed efficiente, ma alla portata di tutti, che possa realmente rispondere alle esigenze delle diverse utenze della nostra città, offrendo equità di trattamento, perché qui non ci possono essere cittadini di serie a e di serie b. Sono tante le criticità emerse in questi anni se si pensa soprattutto alle difficoltà evidenziate dagli utenti del centro storico e dell’agro, questi ultimi costretti in alcuni casi a dover percorrere chilometri per conferire i propri rifiuti. Anche su questo occorrerà essere molto vigili e coinvolgere l’intera città in un percorso di condivisione e partecipazione affinché il nuovo capitolato sia effettivamente modellato sui bisogni della nostra comunità.

 

Cosa farà la sua amministrazione nei primi 100 giorni?

Intanto garantire la necessaria discontinuità con il passato, con una politica rivelatasi sorda ai veri bisogni di questa città. Un cambiamento che solo la nostra coalizione di centro destra può mettere in atto, considerando che nella nostra squadra, composta da ben 158 candidati in gran arte giovani, gli uscenti sono solo due, io e un consigliere regionale, mentre la coalizione di centro sinistra ripropone tutti, o quasi, i componenti della giunta in carica e buona parte dell’amministrazione uscente, e magari qualcun altro, protagonista assoluto di questi ultimi 10 anni di governo, pronto a rientrare con qualche incarico importante. Nei primi 100 giorni vogliamo avviare tutti i processi di partecipazione con la città per mettere in atto quelle che abbiamo già elencato come le nostre priorità, a partire dal rilancio dell’economia, attraverso la modifica dei regolamenti comunali, il riavvio dell’iter del Pug ma con la reale partecipazione della città, l’attenzione ai giovani, allo sport, attraverso l’avvio di un piano di riqualificazione ed efficentamento degli impianti sportivi esistenti, le politiche sociali, il turismo, la cultura, attraverso il sostegno e il coinvolgimento di tutte le numerose associazioni culturali cittadine nell’organizzazione di un cartellone di eventi stabile, che duri un intero anno e non solo per il periodo estivo.

 

Quale sarà il metodo di composizione della sua Giunta?

Quello per cui garantiremo alla città la migliore squadra possibile attraverso le competenze, che devono essere alla base dell’attività di programmazione e pianificazione in ogni settore amministrativo.

 

Serve un nuovo patto città-campagna. Cosa sarà fatto per i cittadini dell’agro?

Martina Franca è una delle città italiane che presentano una maggior estensione di agro con un’altissima densità demografica ma, nonostante questo, il nostro agro in questi ultimi dieci anni è stato abbandonato a sé stesso, con i residenti rimasti inascoltati rispetto ai tanti bisogni e alle tante problematiche oggi ancora irrisolte. Per questo, priorità del nostro programma è quella di istituire uno sportello di ascolto itinerante che possa periodicamente raccogliere tutte le istanze dei residenti e farle proprie attuando i necessari interventi per dando loro riscontro concreto. Occorre potenziare i servizi essenziali (acqua, gas, fibra), ristrutturare le tante strade che versano in condizioni inaccettabili, garantire più sicurezza, potenziare gli impianti di illuminazione. Ridurre le distanze che ancora oggi separano città e campagna, rivitalizzando le nostre bellissime contrade sotto l’aspetto sociale, culturale ed economico.

 

Di cosa ha bisogno il centro storico di Martina?

Di essere ascoltato, innanzitutto. Il centro storico è il nostro patrimonio più prezioso perché rappresenta la nostra matrice identitaria e custodisce la nostra cultura, le nostre tradizioni, la storia della nostra comunità. In questi anni è stato abbandonato a se stesso, restando ai margini di una politica poco attenta ai reali bisogni dei suoi residenti e delle tante attività commerciali che ogni giorno, con immensi sacrifici, provano a renderlo vitale. Serve una sinergia pubblico privata per garantire maggior pulizia igiene e decoro. Un centro storico di una bellezza straordinaria che vive di luce propria nei mesi estivi attirando un turismo però di passaggio che, come dicevo prima, non riesce a tradurre i suoi numeri in economia. Per questo occorre agevolare l’apertura di nuovi esercizi commerciali nel rispetto dell’identità dei luoghi, riportare gli eventi all’aperto, potenziare, anche in questo caso, i servizi essenziali, l’impianto di illuminazione, il livello di sicurezza e, soprattutto, ascoltare i suoi residenti, dando loro una garanzia di piena rappresentatività in tutte le scelte da adottare per la rivitalizzazione del nostro borgo antico.