Violenza sulle donne: la fotografia della situazione pugliese – Lo Stradone

Violenza sulle donne: la fotografia della situazione pugliese

Nella fotografia pugliese il fenomeno della violenza sulle donne appare trasversale, con una incidenza più alta nelle fasce comprese tra i 40 e i 49 anni (32,2%) e i 30-39 anni (25,8%). Ma il titolo di studio e soprattutto la condizione lavorativa influenzano notevolmente il quadro d’assieme.

Il 60% infatti del totale delle donne prese in carico dai Centri Antiviolenza corrisponde all’identikit di donna casalinga e non occupata, o con una occupazione precaria. Una condizione economica che non garantendo una fonte di reddito certa si riverbera sulla loro capacità di spezzare le catene, dire basta e denunciare, specie quando accanto a loro ci sono figli, disabili e genitori anziani da accudire.

E gli aguzzini sono spesso coloro che vivono con le donne in una condizione di “relazione affettiva”, agita fra le mura di casa o comunque in famiglia da uomini con cui le donne sono state o sono ancora in relazione.

Donne che subiscono violenza psicologica, fisica, economica dai loro partner per l’82% dei casi, a volte vittime due volte perché “dipendenti” da altri uomini datori di lavoro aguzzini (7,3%).

La denuncia e l’educazione affettiva restano armi ancora troppo deboli per via di una serie di difficoltà che le donne registrano sulla loro pelle.

Tempi lunghi nei procedimenti, situazioni di vittimizzazione secondaria spesso legate ai percorsi giudiziari per l’affidamento dei figli, percezione di scarsa protezione, e una condizione lavorative fragile se non del tutto inesistente.

Su questo abbiamo voluto lavorare – dicono Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della CGIL di Taranto e Gennaro Oliva, coordinatore provinciale della UIL creando una rete territoriale e a due anni di distanza dal Protocollo firmato a livello regionale, provando a rendere operativo, pratico, l’obiettivo di essere sostegno reale per le donne contro questo aberrante e vergognoso fenomeno”.