Variante Omicron e donazioni in calo, le raccomandazioni di AVIS

La variante Omicron sta generando difficoltà anche nel settore trasfusionale. In alcune aree del Paese si segnalano, infatti, carenze nella raccolta a seguito dell’incremento del numero dei contagi e questa flessione potrebbe aggravarsi nelle prossime settimane.

A tale proposito il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, è voluto intervenire per invitare i donatori a prevenire in ogni modo la diffusione del virus e per fare appello a chi ancora non ha compiuto questo gesto etico e solidale: «Essere donatori significa farsi portavoce di uno stile di vita sano e corretto. Perciò è più che mai importante vaccinarsi e rispettare le semplici norme di igiene e distanziamento che tutti noi abbiamo imparato a rispettare. Solo così possiamo garantire la continuità delle terapie e la tenuta del sistema sanitario. L’elevato numero di positivi attualmente presenti nel nostro Paese rischia, infatti, di provocare delle serie ripercussioni sulle attività cliniche che prevedono la somministrazione di trasfusioni o di farmaci emoderivati. Per questo invitiamo chiunque non lo avesse ancora fatto a diventare donatore di sangue o plasma. Anche nei mesi scorsi la pandemia ci ha insegnato che il bisogno di emocomponenti non cessa mai, per questo è necessario che ognuno faccia la propria parte. Agire attraverso la programmazione e la prenotazione della donazione significa assicurare le scorte e permettere accessi contingentati nei centri trasfusionali e nelle unità di raccolta per la sicurezza di tutti: personale sanitario e donatori stessi. Continuare a donare è fondamentale per non generare nuove emergenze».

I criteri di selezione e di valutazione delle idoneità dei donatori sono stati ulteriormente rafforzati per garantire elevati livelli di sicurezza all’interno delle strutture di raccolta sangue.