Un riconoscimento ad Antonio Laneve per la sua “pedalata solidale” da Bologna a Lampedusa – Lo Stradone

Un riconoscimento ad Antonio Laneve per la sua “pedalata solidale” da Bologna a Lampedusa

Antonio Laneve

Ringraziare pubblicamente Antonio Laneve e consegnargli, a nome della città, un riconoscimento per la preziosa attività svolta a scopo sociale con la sua “pedalata solidale” da Bologna a Lampedusa per Save the Children. E’ l’obiettivo dell’incontro pubblico promosso e organizzato dall’Amministrazione Comunale per lunedì 29 agosto alle ore 16,30 nella Sala degli Uccelli di Palazzo Ducale. Interverranno, fra gli altri, il Sindaco Gianfranco Palmisano e l’Assessore alle Politiche educative e formative Carlo Dilonardo.

Antonio Laneve vive da diversi anni a Bologna, città dalla quale è partito il 2 luglio scorso ed è originario di Martina, dove ha fatto tappa il 28 luglio. La sua iniziativa, finalizzata a raccogliere fondi per contribuire alla costruzione di un ponte di solidarietà in favore di tanti bambini che vivono nella speranza di una vita migliore, è stata seguita da migliaia di followers sui vari canali social e  documentata con foto e video che hanno avuto una notevole risonanza.


L’Assessore Carlo Dilonardo ha spiegato le motivazioni del riconoscimento:“Siamo lieti di attribuire questa targa al concittadino Antonio Laneve, grande esempio di rispetto e solidarietà. Il processo culturale di una società passa anche attraverso queste iniziative di grande trasversalità sociale e umana. L’iniziativa di Antonio rappresenta un importante segnale verso le nuove generazioni alla luce di un connubio vincente tra sport, educazione e formazione. Attraversare l’Italia in bicicletta da Bologna a Lampedusa, per un fine così nobile, con il supporto dei social con cui ha documentato l’iniziativa, seguita da migliaia di followers, dà senz’altro un segnale di speranza, ma richiede anche una maggiore attenzione e riflessione nei confronti di quelle donne, quegli uomini e quei bambini che, fuggendo da luoghi pericolosi, vivono una situazioni di grande disagio e difficoltà, sradicati dalle proprie terre”.