Turismo al tempo del covid: bene agosto, ma non basta

Anche la Puglia inizia a tirare le somme di una stagione turistica partita sotto il segno del Covid. Permanenze più brevi, spesa contratta, numeri ridotti.

Per molte strutture ricettive, agosto è stato un mese di svolta rispetto alle previsioni di inizio estate, anche se le perdite complessive – secondo l’osservatorio regionale di Federalberghi- si aggirano attorno ai 300 milioni di euro.

La Puglia nel complesso è la regione italiana che a livello nazionale, dopo un giugno tragico ed un luglio in risalita ad agosto ha tenuto meglio, anche se sono mancati totalmente gli stranieri.

Un andamento confermato anche sul territorio provinciale, infatti dopo il blocco di giugno e la graduale ripresa di luglio (alcune attività sono ripartite solo a metà mese), per la maggior parte delle strutture ricettive della costa e del territorio delle gravine in particolare, agosto è stato decisamente positivo, se non – per alcune strutture- addirittura meglio del 2019. Soprattutto il ricettivo extra alberghiero (B&B, case vacanze, agriturismo) dei due versanti orientale ed occidentale della provincia e delle Murge tarantine – conferma il campione di operatori associati ConfcommercioTaranto intervistati – è andato oltre le previsioni (+ 10/15%), essendo peraltro venuta meno quest’anno la consuetudine delle prenotazioni di inizio primavera-estate.

Rotti gli indugi, in molti hanno prenotato la vacanza in corsa, ad inizio ferie, optando per la formula short break (3 giorni).

Il 95% della clientela è stata di nazionalità italiana: Campania, Sicilia,Calabria le principali aree di provenienza, significativi gli spostamenti interni a livello regionale; per il nord: Lombardia al primo posto, seguita da Veneto e Lazio. Per lo più francesi e tedeschi, gli ospiti stranieri, decisamente in calo, anche a causa della limitazione dei voli.

Il Bonus vacanze non avrebbe contribuito a fare la differenza sull’andamento dei flussi: la tipologia di struttura ha inciso sull’andamento delle richieste; alcuni hotel hanno preferito non attivarlo (stesso discorso per il ricettivo extra alberghiero); le attività che hanno accolto la clientela bonus, soprattutto nelle aree delle marine, sono state comunque premiate.

Per quanto concerne settembre, poche le prenotazioni, decisamente meno dello scorso anno.


“Il ritorno alla vita cittadina – commenta il presidente provinciale Leonardo Giangrande – quest’anno accelerato dalla preoccupazione delle famiglie per la ripresa – delle lezioni in presenza, dopo il lungo fermo Covid, ha contribuito ad anticipare la chiusura della stagione turistica, malgrado il sole e il caldo di queste settimane invitino a una corsa al mare.

Probabilmente, resteranno deluse le aspettative degli operatori in una ripresa settembrina della stagione turistica grazie all’incentivo messo in campo dal Governo per favorire spostamenti e vacanze scaglionate. Gli sforzi messi in campo da PugliaPromozione, con il racconto mediatico di una Puglia accogliente e sicura, ideale per le vacanze di benessere e relax, non ha contribuito purtroppo a prolungare la stagione turistica.

Tra smart working, riapertura delle attività, ripresa della scuola, sembrano ormai archiviate le vacanze.

Certo è che se con una pandemia in corso può risultare difficile parlare di destagionalizzazione turistica, superata l’emergenza sanitaria il tema dovrà essere centrale nelle politiche di sviluppo della Regione Puglia; vi sono le premesse per prolungare la stagione estiva oltre i canonici 60 giorni all’anno”.