Transizione digitale, fondi del PNRR per potenziare i servizi ai cittadini – Lo Stradone

Transizione digitale, fondi del PNRR per potenziare i servizi ai cittadini

Il Comune di Martina Franca ha ottenuto altri fondi del PNRR per la transizione digitale. Si tratta di 30.515 euro finalizzati al potenziamento dei servizi digitali e quindi a facilitare l’accesso dei cittadini a uffici e servizi della Pubblica Amministrazione con l’adesione alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).

La piattaforma ha l’obiettivo di favorire lo scambio di informazioni tra banche dati degli uffici pubblici, evitando in questo modo al cittadino di dover fornire i propri dati ad ogni richiesta di documentazione o servizio.

Questo modo della Pubblica Amministrazione di relazionarsi con i cittadini è stato sintetizzato dall’Unione Europea nel principio “once only” (una volta sola) stabilito dall’Unione Europea. Per raggiungere questo obiettivo, la PDND metterà in comunicazione i singoli enti, consentendo l’interoperabilità dei sistemi operativi e soprattutto delle banche dati pubbliche.

Il progetto ammesso al finanziamento è stato curato dagli uffici del Settore Transizione Digitale del Comune di Martina. Complessivamente sono sei i progetti finalizzati ad intercettare le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ai quali stanno lavorando gli uffici comunali del Settore Transizione Digitale.


“Ringrazio gli uffici per l’incessante attività di progettazione che ci ha consentito l’aggiudicazione di questo ulteriore finanziamento del PNRR. Nel dettaglio – spiega l’Assessore alla Transizione Digitale Roberto Ruggieri – l’adozione e il conseguente funzionamento di questa misura faciliterà i cittadini nel rapporto con la Pubblica Amministrazione, nonché gli stessi uffici, assicurando che i dati richiesti ai cittadini vengano forniti alle autorità e alle pubbliche amministrazioni una sola volta. Grazie alla PDND, ad esempio, l’ufficio della Regione che assegna il bonus per il nido oppure quello dell’Asl che assegna un contributo assistenziale non potranno più chiedere al cittadino dati ottenibili rivolgendosi direttamente all’ente che quei dati già li ha, come il nostro Comune. Evidentemente questo modus operandi aumenterà anche la fiducia nel cittadino nei confronti degli uffici pubblici”.