Tokio 2020: exploit Puglia; “ma ora la Regione aiuti le società”

Puglia sugli allori per le Olimpiadi di Tokio 2021. Con cinque medaglie complessive conquistate in Giappone, la Regione occupa un posto di rilievo nel medagliere olimpico. In particolare, inizio e fine dell’avventura olimpica sono stati “baciati” dalla conquista di due ori. Sono tre le medaglie d’oro conquistate dagli atleti pugliesi: Vito dell’Aquila, di Mesagne (Brindisi), nel taekwondo, proprio all’avvio delle Olimpiadi, Massimo Stano, di Palo Del Colle (Bari), nella marcia 20 km, e Antonella Palmisano, di Mottola (Taranto), nella marcia 20 km sul finire delle Olimpiadi. Palmisano ha festeggiato con l’oro proprio nel giorno del suo 30esimo compleanno. A questo significativo “bottino” si aggiungono le due medaglie d’argento conquistate dal foggiano Luigi Samele nella sciabola individuale e sciabola a squadre.


“Dietro ogni medaglia c’è un duro impegno, c’è una corsa verso il traguardo, un percorso nato da un singolo passo” commenta il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano. Angelo Gilberto, presidente regionale Coni Puglia, dichiara ad AGI “che i risultati non vengono mai per caso. Sono frutto del lavoro di un decennio. I nostri ragazzi e ragazze sono sulla breccia da 10 anni, penso a Stano, Palmisano, Fortunato. I risultati sono ottenuti da loro, con gambe, cuore e testa. Se non hai questo, non vai da nessuna parte”. Sono tutti atleti che da anni vivono fuori dalla Puglia “ma i nostri tecnici, i nostri allenatori – osserva Giliberto -, sono quelli che li hanno scoperti, sino a quando non sono poi andati ai gruppi sportivi, ai centri tecnici federali, dove ci sono team diversi, strutturati, che ti seguono per alimentazione, postura, fisioterapia. Qui ogni atleta ha un team di quattro-cinque professionisti”.

“Che mi aspetto ora?  Che la Regione – prosegue Giliberto ad AGI – supporti le società, il vivaio. Sì, perché  Palmisano, Stano, Fortunato, Renò, Stella, rientrano in un progetto che si chiama “Trofeo Puglia di marcia” partito dieci anni fa. Ma come questi atleti, ne stanno altri che la Fidal sta facendo crescere con coscienza e le poche risorse che ha”.