Nel cuore della Valle d’Itria, tra il bianco della pietra barocca e l’intensità della devozione popolare, Martina Franca ha vissuto una giornata storica in occasione dei festeggiamenti per i Santi Patroni, San Martino e Santa Comasia. Ospite d’eccezione delle celebrazioni è stato Sua Eminenza il Cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, la cui presenza ha conferito un profondo significato spirituale e un forte richiamo alla pace universale.
La complessa e intensa giornata del porporato è iniziata con una doppia tappa nei luoghi simbolo del potere civile e religioso della città, per poi culminare nelle suggestive liturgie serali.

La prima parte della visita si è svolta nella cornice istituzionale di Palazzo Ducale, monumentale esempio di architettura tardo-barocca e sede del municipio. Qui, nelle sale intrise di storia, il Cardinale Filoni ha incontrato le delegazioni dei Cavalieri e delle Dame dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro provenienti dalle sezioni locali e regionali. Un momento di forte coesione identitaria, durante il quale il Gran Maestro ha richiamato l’alto valore della missione dei membri dell’Ordine, chiamati non solo alla carità e al sostegno della presenza cristiana in Terra Santa, ma anche a testimoniare una fede viva e coerente nella quotidianità.
Subito dopo, il corteo si è spostato nella maestosa Basilica di San Martino, capolavoro del barocco martinese. Accolto dalle autorità ecclesiastiche, il Cardinale ha potuto ammirare lo splendore dell’edificio sacro, soffermandosi in preghiera e sottolineando il legame profondo che unisce la comunità di Martina Franca alla figura del Santo di Tours, esempio universale di carità e condivisione.
Il momento più partecipato dal popolo martinese si è consumato in serata. Il Cardinale Filoni ha preso parte alla solenne Cerimonia dei Ceri, un rito antico e suggestivo che apre ufficialmente i giorni della festa patronale dedicata a San Martino e Santa Comasia. Davanti a una Basilica gremita di fedeli e cittadini, l’accensione e l’offerta dei ceri hanno ridato vita a una tradizione che stringe la comunità attorno ai suoi protettori.
Il pensiero del porporato non poteva che volgersi ai territori che custodiscono le radici della cristianità, oggi feriti da drammatici conflitti. Il Cardinale Filoni ha lanciato un accorato e potente messaggio di pace per la Terra Santa:
“La pace non è solo assenza di guerra, ma è giustizia, riconoscimento dell’altro e riconciliazione. Da questa terra di Puglia, storicamente ponte tra Oriente e Occidente, dobbiamo far levare una preghiera incessante e un impegno concreto affinché nei luoghi calpestati da Gesù si torni a dialogare e a sperare in un futuro di convivenza pacifica.”
Le parole del Gran Maestro, pronunciate con la fermezza di chi conosce profondamente le sofferenze e le speranze dei cristiani d’Oriente, hanno toccato il cuore dei presenti, trasformando la festa patronale in un momento di alta riflessione geopolitica e spirituale.
o.cri.




