La Polizia Locale festeggia il Patrono del corpo, San Sebastiano, martedì 20 gennaio – Lo Stradone

La Polizia Locale festeggia il Patrono del corpo, San Sebastiano, martedì 20 gennaio

Martedì prossimo 20 gennaio, il Corpo di Polizia Locale del Comune di Martina Franca festeggerà il suo santo patrono, San Sebastiano.

Come di consueto in occasione della ricorrenza, si svolgerà la celebrazione della Santa Messa, alle 10,00 nella chiesa di Sant’Antonio, alla presenza di autorità civili e militari. La funzione religiosa sarà officiata dal don Cosimo Sergio.

La festa del patrono costituisce come sempre l’occasione per ricordare l’impegno quotidiano degli agenti sul territorio. Per questo, dopo i saluti istituzionali del Sindaco Gianfranco Palmisano e dell’Assessore alla Polizia Locale Vincenzo Angelini, la Comandante Domenica Piccoli traccerà un bilancio del lavoro svolto nel 2025, illustrando i risultati dell’attività nei diversi settori di competenza, dalla viabilità, al commercio, all’ambiente, all’edilizia, alla polizia giudiziaria.

Alle/agli agenti che nel corso dell’anno precedente si sono particolarmente distinti nell’adempimento del servizio al territorio e alla comunità, il Sindaco Palmisano conferirà l’encomio.

“La festa del nostro Santo Patrono per noi come Polizia Locale –spiega la Comandante Domenica Piccoli– è un momento di condivisione con l’Amministrazione comunale e con i cittadini del nostro impegno quotidiano finalizzato a prevenire episodi e fenomeni illeciti e a garantire  legalità e sicurezza alla Città. E’ un lavoro che svolgiamo con gli altri corpi delle Forze dell’Ordine presenti a Martina all’insegna di una reciproca e proficua collaborazione”.

Protettore dei vigili urbani, degli arcieri e di coloro che hanno a che fare con oggetti a punta simili a frecce, San Sebastiano viene venerato sia dalla chiesa cattolica sia da quella ortodossa. Martire, vissuto fra il 256 e il 288 d.C., militare, capo della prima corte pretoriana, sfruttando il suo ruolo, San Sebastiano riuscì a dare conforto ai cristiani in carcere, sepoltura ai martiri e a diffondere il cristianesimo tra i funzionari e gli altri militari della guardia imperiale. Scoperto da Diocleziano, fu condannato a morte. Fu legato ad un palo e trafitto da innumerevoli frecce. I soldati dell’imperatore, credendolo morto, lo abbandonarono pensando di lasciare il suo cadavere in pasto agli animali. Secondo la leggenda, una donna romana, Irene, recatasi sul posto per recuperare il corpo e dargli sepoltura, scoprì che il giovane era ancora vivo e lo trasportò nella sua abitazione per curargli le ferite. Prodigiosamente guarito, Sebastiano ribadì la sua fede davanti all’imperatore Diocleziano e lo accusò delle crudeli persecuzioni contro i cristiani. Diocleziano lo fece flagellare e uccidere.