Il commosso addio di don Franco Semeraro a don Angelo: «Quell’ultima telefonata prima di lasciarci» – Lo Stradone

Il commosso addio di don Franco Semeraro a don Angelo: «Quell’ultima telefonata prima di lasciarci»

San Francesco da Paola

Un legame profondo, spezzato all’improvviso ma sigillato da un ultimo, intimo dialogo. Nella memoria resterà impresso il ricordo sincero e commosso che don Franco Semeraro ha voluto dedicare a don Angelo Pastore, il confratello recentemente scomparso. Un addio arrivato in modo del tutto inatteso, che lascia un grande vuoto nel clero e tra i fedeli, ma che don Franco rilegge con gli occhi della fede e della profonda amicizia sacerdotale.

I dettagli di quelle ultime ore sono scolpiti nitidamente nella mente di don Franco, che probabilmente è stato l’ultimo sacerdote a sentire la voce di don Angelo.

«La sua scomparsa è stata imprevedibile, imprevista», racconta don Franco, visibilmente toccato dal ricordo. «L’ultimo prete che don Angelo ha sentito sono stato io, martedì mattina». In quel momento don Franco si trovava nella chiesa di San Francesco per celebrare la Messa e sbrigare le consuete pratiche in sagrestia, quando è arrivata la telefonata del confratello.

Dall’altro capo del telefono, una situazione che è apparsa subito di grande affaticamento: «Mi ha chiamato con una voce molto affaticata, con singhiozzi continui», confida don Franco. Don Angelo lo stava contattando per avvisarlo che, a causa delle sue condizioni di salute, non avrebbe potuto raggiungerlo a San Francesco.

«Gli dissi: Angioletto, stai sereno, stai tranquillo».

Nonostante lo shock e il dolore per la perdita, don Franco riesce a trovare una luce di consolazione nel modo in cui il confratello è tornato alla Casa del Padre, parlando apertamente di un disegno provvidenziale: «Certo, è uno strappo vedere andare via un confratello. Anche se per noi è stata una morte santa: non ha sofferto. Il Signore gli ha dato certamente questa gioia: celebrare i suoi 50 anni di sacerdozio e, dopo appena otto giorni, essere chiamato a celebrare la liturgia eterna».

Una coincidenza temporale che per la comunità dei fedeli assume il significato di un ministero terreno compiuto fino all’ultimo respiro. Il ricordo si chiude con una promessa che sa di presenza costante: «È un prete che non dimenticherò mai, un prete che camminerà sempre nel mio cuore».

Don Angelo Pastore