Gestione della “spalla congelata”: un professionista del settore può gestire la problematica nel migliore dei modi

image: Freepik.com

La spalla congelata (capsulite adesiva in termini meno popolari) è una patologia infiammatoria lievemente più frequente nelle donne con una prevalenza sulla popolazione generale del 10% circa [1,2].

Può provocare diverse problematiche fisiche e psico-sociali tra cui: dolore importante, disabilità crescente proporzionale alla riduzione del movimento, ansia e confusione legate all’ eventuale  ritardo della diagnosi, all’ incertezza sul futuro della malattia e alla scarsa qualità del sonno 3]. Essa si configura come l’ispessimento capsulare o la formazione di aderenze all’interno talune strutture periarticolari (borse, tendini) della spalla che determinano un limitazione del movimento e dunque dolore. Generalmente tende a migliorare, con diverse terapie, o in maniera spontanea, ma il recupero può durare mesi o addirittura anni e può non essere completo [4]. Ci concentriamo sulla spalla congelata primaria, ossia derivante da cause non note e non associata ad altre morbilità [2]. Esordisce quasi sempre con dolore, spesso crescente nel tempo e anche notturno, delineando una prima fase infiammatoria. Evolve in una seconda fase in cui è predominante la rigidità articolare, implicando varie restrizioni nella vita quotidiana [5]. La diagnosi è fondata sull’esame clinico ed è corroborata dalle tecniche di imaging, tra cui l’ecografia muscolo-scheletrica gioca un ruolo importante [6].

Il trattamento più utilizzato e promosso dal sistema sanitario si base sulle infiltrazioni steroidee e la fisioterapia [7,8]. Mediante l’ecografia, un medico esperto è in grado di infiltrare selettivamente e quindi “dilatare” le strutture (capsula, borsa) adese e dunque dolorose[9] La fisioterapia è effettuata dopo l’ infiltrazione ed è volta al recupero dell’ arco di movimento fisiologico [10].

Diverse sono le tecniche che si possono utilizzare, ma la maggior parte sono considerate opzionali e di discreta efficacia; tra queste:

  • il kinesiotaping,
  • le facilitazioni muscolari,
  • il bendaggio,
  • la crioterapia (ghiaccio superficiale),
  • agopuntura ed elettroterapia.

Le onde d’ urto e il rinforzo sono sconsigliati in entrambe le fasi del dolore e della rigidità. Le terapie invece raccomandabili sono:

  • la rieducazione posturale,
  • gli esercizi attivi, passivi e assistiti da un operatore per migliorare la mobilità
  • esercizi per migliorare il controllo scapolare [4].

In molti casi è dunque possibile un approccio terapeutico del paziente con la supervisione di un operatore o addirittura in autonomia. Gli esercizi prevedono infatti una mobilizzazione attiva del cingolo scapolare, un controllo della respirazione profonda e sequenze di contrazione-rilasciamento muscolare, facilmente eseguibili in autonomia [4,7].

In caso di sintomi simili a questa descrizione è opportuno dunque  riferirsi ad un professionista del settore in modo da gestire la problematica nel migliore dei modi

Dott. Antonio Pulito
Fisioterapista
Via Rocco Goffredo, 22 – Martina Franca

Dr. Vincenzo Venerito
Reumatologo
Via Taranto 32-34 – Martina Franca


Referenze

  1. Walker-Bone K, Palmer KT, Reading I, Coggon D, Cooper C. Prevalence and impact of musculoskeletal disorders of the upper limb in the general population. Arthritis Rheum 2004;51:642-51.
  2. Ryan V, Brown H, Minns Lowe CJ, Lewis JS. The pathophysiology associated with primary (idiopathic) frozen shoulder: A systematic review. BMC Musculoskelet Disord. 2016; 17: 340.
  3. Jones S, Hanchard N, Hamilton S, Rangan A. A qualitative study of patients’ perceptions and priorities when living with primary frozen shoulder. BMJ Open 2013;3:e003452
  4. Hand C, Clipsham K, Rees JL, Carr AJ. Long-term outcome of frozen shoulder. J Shoulder Elbow Surg 2008;17:231-6.
  5. Hanchard NCA, Goodchild N, Brealey SD, Lamb SE, Rangan A. Physiotherapy for primary frozen shoulder in secondary care: developing anda implementing stand-alone and post operative protocols for UK FROST and inferences for wider practice. Physiotherapy 2020;107:150-160.
  6. Manske RC, Prohaska D. Diagnosis and management of adhesive capsulitis. Curr Rev Musculoskelet Med. 2008;1(3-4):180‐189. doi:10.1007/s12178-008-9031-6
  7. Rookmoneea M, Dennis L, Brealey S, Rangan A, White B, McDaid C, Harden M. The effectiveness of interventions in the management of patients with primary frozen shoulder. J Bone Joint Surg Br. 2010 Sep;92(9):1267-72.
  8. Carette S, Moffet H, Tardif J, et al. Intraarticular corticosteroids, supervised physiotherapy, or a combination of the two in the treatment of adhesive capsulitis of the shoulder: a placebo-controlled trial. Arthritis Rheum 2003;48:829-38.
  9. Ricci, V., Chang, K.‐V. and Özçakar, L. (2020), Ultrasound‐Guided Hydrodilatation of the Shoulder Capsule at the Rotator Interval: Technical Tips and Tricks. Pain Pract. Accepted Author Manuscript. doi:10.1111/papr.12920
  10. Lee BK. Effects of the combined PNF and deep breathing exercises on the ROM and the VAS score of a frozen shoulder patient: Single case study. J Exerc Rehabil. 2015 Oct; 11(5): 276–281.