Emergenza covid. Conserva: “Perché non utilizzare l’ospedale Militare di Taranto?”

Giacomo Conserva

Di seguito una nota diffusa dal Consigliere comunale della Lega, Giacomo Conserva, il cui ingresso in Consiglio regionale appare sempre più probabile, ma che diventerà ufficiale solo dopo la formalizzazione della rinuncia di Raffaele Fitto


Manduria e ora anche Martina Franca; due ospedali di frontiera, già in difficoltà per la storica inadeguatezza degli organici, già oggetto di tagli, ora impiegati in parte per il ricovero di pazienti covid. Contro ogni evidenza, contro il parere delle istituzioni locali, contro quello dei medici e sanitari che vi operano, contro quello delle associazioni sociosanitarie.

Nessuna attenzione, nessun ascolto, nessuna considerazione. Perché? La risposta è semplice: la sanità pugliese è allo sbando, nonostante tutti i proclami del governatore Emiliano in campagna elettorale; un Emiliano che oggi tace e che, dopo aver pervicacemente trattenuto per cinque anni la delega alla sanità, non ancora ufficialmente avviato il suo secondo mandato, ha lasciato la patata bollente a Lopalco. Medico, esperto, probabilmente capace, ma la gestione di un settore così importante e problematico come la sanità, soprattutto in un periodo di grave emergenza come quella che viviamo, richiede altre doti, altre competenze: manageriali, organizzative, politiche.

In ogni caso l’emergenza sanitaria sta mettendo alla luce tutti i guasti provocati da una politica, a livello nazionale e regionale, fatta solo di tagli lineari e di nessuna attenzione per la medicina territoriale, che in questi giorni evidenzia tutti i suoi limiti. La Puglia, rappresentata come modello nella prima fase della pandemia, oggi è tra le regioni più disastrate, con un profilo realisticamente inquadrabile come area rossa, nonostante le alchimie di Emiliano siano riuscite a mantenerla in quella intermedia arancione.

Le ultime decisione dell’ASL di Taranto denunciano un livello di totale incapacità di governare l’emergenza. Eppure da più parti si segnala la possibilità di utilizzare l’ospedale della Marina Militare, uno dei più avanzati e sicuri, così come in altre aree del Paese si fa ricorso all’esercito. È il momento di chiudere definitivamente la fase della propaganda, archiviando i tagli di nastro e i proclami, e mettere in campo tutte le risorse disponibili, coinvolgendo tutte le forze politiche. Non si facciano ricadere sui pugliesi tutti i costi di un fallimento politico che è plasticamente e chiaramente testimoniato da quanto purtroppo sta accadendo in questi giorni sotto gli occhi di tutti, nonostante il tentativo di minimizzare accentrando e orientando la comunicazione.