Due anni con il Covid e la nuova paura di segnalarsi

La nuova ondata, la nuova variante, la nuova paura di svegliarsi al mattino e pensare di uscire solo con la mascherina e poter vedere qualcuno previo tampone.
La paura è una condizione che ha permesso al genere umano di prevenire l’estinzione in tante circostanze, guida l’istinto di sopravvivenza, ma la paura può anche sopraffare la ragione e paralizzare il senso critico.

La risposta alla paura inizia in una regione chiamata amigdala, struttura a forma di mandorla situata in profondità nel cervello dove vengono rilasciati ormoni dello stress

Cosa succede a chi ha paura in 15 minuti di attesa o 48 h dal rilevamento di un tampone?

Il cervello entra in uno stato di allerta, le pupille si dilatano, il respiro accelera, aumenta anche la frequenza cardiaca, la pressione e il flusso sanguigno, viene mandato più glucosio ai muscoli, organi come il sistema gastrointestinale, vengono messi in uno stato di ridotta attività.

Dinnanzi a questa nuova, infrenabile ondata quello che spesso e purtroppo sentiamo da amici, famigliari e conoscenti è: “non mi auto-segnalo”, “l’ASL mi sequestra”, “mi bloccano il green pass”, “non dirlo a nessuno”.
Le reazioni emotive sono comprensibili, ma scaturiscono da valutazioni non realistiche e da un trambusto mediatico che non filtra il giusto messaggio: essere positivi al Covid, non è il risultato di un comportamento scorretto o denigrante! La capacità di diffusione dei contagi da parte delle varianti del Covid è aumentata, e questi 2 anni ci hanno insegnato a mantenere le distanze di sicurezza: siamo stati educati ad un nuovo modo di comportarci in pubblico, siamo stati costretti a separarci dai nostri cari, siamo stati costretti a convivere con un virus che non ci ha permesso di godere dei buoni sapori del nostro cibo e nei casi più gravi ci ha strappato affetti.

Il Covid ci ha fatto paura, ma la Scienza ci ha mostrato come corre la lunga maratona di pari passo.
Il Covid ci fa paura, ma il genere umano ci ha insegnato come la solidarietà di una spesa sul pianerottolo riempie il cuore.
Il Covid ci fa paura, ma per sentirci protetti dobbiamo continuare a fare cose realistiche, e per far questo anche sensibilizzare ed educare chi non si segnala, non effettua tamponi perché “è un’influenza stagionale”, chi esce ancora di casa con la mascherina sul mento, chi ha ancora paura del vaccino.

È possibile che non ci sia un modo di prevenire completamente l’infezione da Covid, ma di arginarlo e limitarne gli effetti collaterali. In questo mondo globalizzato, le informazioni verificate e accreditate rappresentano la più efficace prevenzione contro la malattia, e per la scienza è fondamentale conoscere i numeri, i sintomi i tempi di guarigione e di incubazione del Covid e delle sue varianti…

“Siate il cambiamento che volete vedere avvenire nel mondo…”.

Dott.ssa Emanuela Saracino
ISOF-CNR Bologna