Al 16° Stormo la consegna dei baschi ai nuovi Fucilieri dell’aria

Mercoledì 26 febbraio 2020, presso il 16° Stormo “Protezione delle Forze” di Martina Franca, è avvenuta la Consegna del Basco ai militari che hanno concluso con successo la frequenza del Corso “Fucilieri dell’Aria”.

Al solenne evento, presieduto del Generale Achille Cazzaniga, Comandante le Forze di Supporto e Speciali di Roma, dal quale lo Stormo dipende, ha preso parte Sua Eccellenza il Signor Prefetto di Taranto, Dott. Demetrio Martino, le autorità civili, militari, e religiose locali, unitamente ai familiari dei corsisti.

L’Inno di Mameli, intonato da tutti i presenti, ha suggestivamente accompagnato l’ingresso della Bandiera di Guerra dello Stormo. L’evento è culminato con la benedizione dei “baschi blu” e nella consegna degli stessi ai neo qualificati da parte dai Fucilieri dell’Aria Istruttori del Gruppo Addestramento Survive To Operate/Force Protection del 16° Stormo.

Il Colonnello Antonio Pellegrino, Comandante il 16° Stormo, dopo un breve cenno di saluto ha ringraziato le autorità e gli ospiti convenuti e, rivolgendosi ai neo fucilieri ha evidenziato che “dopo aver dato prova delle vostre capacità, superando ostacoli e difficoltà in sei lunghi mesi di intenso impegno, dovrete essere all’altezza delle prove che vi aspettano e, parte integrante di questa compagine che, a terra ed in volo, opera ogni giorno ed in ogni luogo.” Il Comandante ha poi sottolineato come, anche in questo momento, i Fucilieri dell’Aria, irrinunciabile capacità operativa per la protezione delle forze dell’Aeronautica Militare in Italia e all’estero, dimostrano, in silenzio e con professionalità, di essere parte attiva di un sistema paese al servizio della collettività.

Ha poi preso la parola il Generale Cazzaniga che, nel suo intervento ha espresso il suo orgoglio di far parte di un Forza Armata composta da professionisti che mettono a disposizione la loro formazione per garantire la difesa dei nostri cieli ed il mantenimento della pace, in patria così come all’estero. Il Generale si è poi soffermato sulla formazione e sull’addestramento evidenziando come la trasmissione del “sapere” non è un esercizio di dimostrazione delle capacità proprie ma è un donare all’altro affinché tutti possano lavorare meglio ed in maniera più efficace, in una società in cui l’etica è l’agire con coscienza e scrupolo nel nostro lavoro di tutti i giorni per il bene comune.

Il Canto del Fuciliere dell’Aria intonato dal Reparto schierato ha concluso solennemente un momento emozionante e significativa per lo Stormo.

Dalla costituzione del 16° Stormo nel 2004, ogni anno Ufficiali, Sottufficiali, Graduati e militari di Truppa dell’Aeronautica Militare hanno la possibilità di diventare Fucilieri dell’Aria frequentando il corso di qualificazione.

Per accedere al corso è necessario superare un’accurata selezione psico-fisica, per la verifica dei requisiti previsti dall’iter addestrativo e dalle attività operative, intense e selettive.

Il Corso “Fucilieri dell’Aria” è curato dagli istruttori del Gruppo Addestramento Survive To Operate/Force Protection del 16° Stormo, polo addestrativo nazionale di Forza Armata per la specialità Difesa Terrestre.

Per circa sei mesi gli aspiranti Fucilieri frequentano lezioni di combattimento terrestre, impiego armi, topografia e difesa personale, apprendono le tecniche di discesa da elicottero, quelle di antisabotaggio e controterrorismo aeroportuale, nozioni di volo e protezione degli aeromobili, premessa di altre specialità professionali proprie della componente aerospaziale. Un iter addestrativo lungo e selettivo, volto ad accertare lo spirito di adattabilità, l’equilibrio, la prontezza, nonché la capacità dei frequentatori di operare nei diversi scenari per tempi prolungati.

Gli aspiranti che ricevono il “basco blu” entrano nelle fila del Battaglione Fucilieri dell’Aria del 16° Stormo “Protezione delle Forze” di Martina Franca o nel Gruppo Fucilieri dell’Aria del 9° Stormo di Grazzanise (CE). Unità specializzate per la sicurezza delle forze aerospaziali, pronte ad essere impiegate ovunque il “Paese” lo richieda.