Taranto si può raccontare anche come un luogo dove il gioco prende forma e diventa storia, una città in cui la nascita degli impianti sportivi nel corso del Novecento non ha solo ridisegnato i quartieri, ma ha accompagnato le grandi trasformazioni culturali, sociali ed economiche del territorio.
Torna il “FeSTa”, il Festival di Storia Tarantina la cui quinta edizione è dedicata alla storia dello sport a Taranto nel Novecento: dagli impianti sportivi, sia realizzati che rimasti sulla carta, alla pratica sportiva, fino ai giochi di strada che hanno segnato generazioni.
Il Festival di Storia Tarantina è organizzato dell’APS orizzonte Cultura 2.0, quest’anno in partnership con l’Archivio di Stato di Taranto, la Biblioteca comunale ‘P. Acclavio’, il ‘Panathlon club Taranto Principato’ e il Museo civico ‘A. Majorano’.
La manifestazione è itinerante e si svilupperà, con un articolato programma di iniziative e attività gratuite, in diverse location in tre giornate: giovedì 29 e venerdì 30 ottobre e domenica 1° novembre; l’inaugurazione è prevista con il convegno “Taranto in Gioco: Il Novecento tra Sport e Memoria” che si terrà, alle ore 9.00 di giovedì 29 ottobre, presso la Sala conferenze CTE – Casa delle Tecnologie Emergenti Calliope, BAC Parco della Musica in via F. di Palma n. 133 a Taranto (info 3384745947 – programma pagina Facebook “OrizzonteCultura2.0”)
Quest’anno il “FeSTa” vuole far riscoprire i luoghi, i contesti e le atmosfere in cui la prativa sportiva ha preso vita nella città jonica nel corso del tempo producendo significati culturali e agendo come potente motore di trasformazione dello spazio cittadino.
Attraverso la documentazione inedita conservata negli archivi sarà l’occasione per allargare il campo d’indagine alla storia delle grandi infrastrutture sportive nate nel corso del Novecento a cominciare dal Motovelodromo Corvisea, un impianto polisportivo all’avanguardia per l’epoca.
Nel Festival si darà spazio anche alla riflessione sul patrimonio culturale immateriale con l’importanza del gioco di strada sfruttando la dimensione ludica come strumento di divulgazione e di esperienza attiva del territorio fino ad evidenziare il successo dei giochi digitali, degli urban games e delle escape city, intesi come nuove forme di interazione e riscrittura dello spazio urbano contemporaneo, rispondendo alle più moderne metodologie della Digital History e consentendo alle nuove generazioni di decodificare il passato della città attraverso linguaggi interattivi e immersivi.
