Immigrazione in Puglia: crescono residenti e imprese, ma il lavoro resta disuguale – Lo Stradone

Immigrazione in Puglia: crescono residenti e imprese, ma il lavoro resta disuguale

Una presenza sempre più radicata nel tessuto sociale ed economico pugliese, ma frenata da profonde disuguaglianze nell’inserimento lavorativo. È la fotografia scattata dall’edizione 2026 del Dossier Statistico Immigrazione, presentato a Bari

I numeri parlano chiaro: alla fine del 2025 i cittadini stranieri residenti in Puglia hanno superato quota 165 mila, registrando un aumento del 6,9% rispetto all’anno precedente — una crescita superiore alla media nazionale. Si tratta di una popolazione giovane: quasi sette su dieci hanno meno di 45 anni, un argine fondamentale contro l’invecchiamento demografico. Un radicamento che si specchia anche nelle scuole, con oltre 21 mila studenti non italiani: più della metà è nata in Italia, compensando in parte il calo delle iscrizioni registrato nell’ultimo decennio.

Se il tasso di occupazione degli stranieri in Puglia supera quello degli italiani, il vero nodo resta la qualità del lavoro. Oltre la metà degli occupati stranieri svolge professioni manuali non qualificate, concentrati soprattutto in agricoltura e nel settore domestico. Solo il 4,9% ricopre ruoli dirigenziali o intellettuali. A fronte di queste disparità, spicca però il dinamismo economico: le imprese a titolarità immigrata in regione sono ormai oltre 22 mila, in netta controtendenza rispetto al calo delle aziende italiane.