Tempi lunghi e burocrazia: così crolla l’impresa e i giovani vanno via

“Più volte si è discusso di Ufficio Tecnico, ma ora stiamo davvero superando il limite”. IdeaLista torna a parlare dell’Ufficio Tecnico comunale.

Un ufficio che conta poco meno di una decina di tecnici istruttori può rilasciare poco più di un centinaio di Permessi di Costruire? Si può aspettare oltre un anno per ottenere un’Autorizzazione Paesaggistica? Ovunque sarebbe improponibile. A Martina è consuetudine, persino nell’era delle semplificazioni e delle smart city.

Novità di questi mesi è la presentazione online delle CILA (semplici comunicazioni per modeste opere da presentare al Comune). Abbiamo testato questa nuova iniziativa che avremmo voluto accogliere con molto entusiasmo, ma che ha tradito ogni aspettativa.

Questo progetto era già partito tempo fa con risultati disastrosi: malfunzionamento del sistema, impossibilità di inserire semplici indirizzi e ad allegare i documenti. Ciò, naturalmente, comporta un aumento di tempo nel redigere “le carte” necessarie, quindi vuol dire perdita di tempo e denaro per cittadini e professionisti.

Ancora, dobbiamo anche discutere del SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive), che dovrebbe essere un simbolo di efficienza, soprattutto per Martina, storica “roccaforte” di piccole e medie imprese e partite iva in genere. Nostro malgrado, dobbiamo segnalare che il SUAP è l’ufficio con meno personale di tutto il Comune. Tutte le pratiche edili che riguardano le attività produttive, oltre le classiche pratiche di settore, devono essere presentate a questo sportello, il quale è dotato solo di un tecnico istruttore e qualche occasionale tecnico convenzionato. Una mole di lavoro che un Ufficio così sottodimensionato come quello del SUAP stenta a svolgere.

Non è possibile che per aprire una nuova attività ci voglia un anno di tempo, o che per installare una semplice insegna sia richiesto il Permesso di Costruire (la stessa pratica che serve per costruire una casa). Così si tagliano le gambe agli imprenditori che vogliono lavorare e ai giovani che vogliono rimanere sul nostro territorio per fare impresa. E poi ci chiediamo perché i nostri ragazzi scappano da Martina.