“Il lino delle fate”, il libro d’esordio della scrittrice martinese Annapaola Digiuseppe

Fine Settecento. Virgilia vive nella masseria gestita da suo zio e dalla famiglia. Trascorre le sue giornate seguendo i ritmi della campagna, dettati dalle stagioni e dai raccolti, dai contadini e dal loro modo di interagire con la natura, traendone sostentamento.

L’equilibrio di una vita apparentemente statica, pur segnata da legami speciali, rancori profondi, matrimoni e lutti, verrà interrotto dal trasferimento di Virgilia in città, dove, tra i vicoli ferventi di attività artigiane, i palazzi signorili e le superbe chiese barocche, scopre un mondo totalmente diverso da quello che conosceva, anche attraverso gli occhi di un giovane idealista, che si troverà coinvolto nei moti rivoluzionari del 1799 e, in seguito, nel brigantaggio.

1793-1804: dodici anni, dodici capitoli, dodici diversi mesi dell’anno a scandire la sequenza dei lavori agricoli e degli eventi storici nel ducato di Martina, privilegiato feudo della casata Caracciolo, sulle colline sud-orientali della murgia pugliese.

Si struttura così “Il lino delle fate” (Edizioni di Pagina) folgorante esordio letterario della scrittrice Annapaola Digiuseppe, un romanzo in cui la macrostoria del Regno di Napoli si riflette nella microstoria di fatti e personaggi di un luogo sospeso tra Terra di Bari e Terra d’Otranto, dove tutto ruota intorno all’agricoltura e dove, come quest’ultima insegna, il ciclo della vita non si ferma mai, perché su ogni terreno può nascere una nuova coltura.

Un “viaggio nel tempo” dalla straordinaria capacità evocativa, in cui scenari, situazioni e dialoghi sono proposti in tutta la loro forza emotiva, coinvolgendo e appassionando:

“Il lino delle fate si presenta al lettore con la forza di un libro scritto per anni nel silenzio del pensiero, prima di prendere forma concreta – scrive il filologo Davide Canfora nella presentazione – Letture e ricordi vivi si intrecciano e sorreggono la penna dell’autrice: il suo racconto è come la quercia che cresce lenta e imponente sulle colline pugliesi dove la storia è immaginata. La luce che l’autrice del Lino delle fate ha visto da sempre attorno a sé, nei propri luoghi di origine, è stata la macchina del tempo che le ha permesso di immaginare quegli stessi luoghi e gli uomini secoli prima. Azioni apparentemente distanti da noi, eppure così familiari: i gesti di un mondo sempre in bilico tra paganesimo e bigotteria, arretratezza e modernità, magia e ragione, conservazione e speranza di rinnovamento. Un mondo irrisolto, immobile, dolente”.


“Il lino delle fate”, sarà presentato ufficialmente a Martina Franca, città natale della scrittrice Annapaola Digiuseppe, domenica prossima, 21 luglio, nella suggestiva cornice del chiostro del Villaggio di Sant’Agostino (ore 19.30, ingresso gratuito), a cura dei Presìdi del Libro di Martina Franca, con il patrocinio del Comune di Martina Franca e della Regione Puglia.

A dialogare con l’autrice, il regista Carlo Dilonardo.