Festival della Valle d’Itria: quattro spettacoli nel segno di Paolo Grassi e della sua eredità

Entrano nel vivo le celebrazioni per il centenario della nascita di Paolo Grassi, al quale il 45° Festival della Valle d’Itria è interamente dedicato, con gli spettacoli ispirati al “martinese di Milano”, per ringraziare l’uomo che ha “inventato” il teatro come istituzione culturale, servizio pubblico e impegno civile che non si misura dal successo dello spettacolo, ma dal numero di spettatori ai quali è riuscito a insegnare qualcosa.

Primo appuntamento lunedì 22 luglio alle 23.30 al Chiostro di San Domenico di Martina Franca (ingresso gratuito) con Paolo, spettacolo della compagnia BezoarT realizzato in collaborazione con la Fondazione Paolo Grassi – La voce della cultura di Milano, di e con Davide Gasparro – che quest’anno firma anche la regia delle Opere in Masseria –, incentrato sulla natura più intima del personaggio pubblico, sull’aspetto dell’uomo dietro al mito, raccontando attraverso la forma del monologo l’attualità del messaggio di Grassi. Firma la drammaturgia Paola Ornati, le scene sono di Flavio Pezzotti, i costumi di Eleonora Rossi, mentre le luci e il suono sono curati rispettivamente da Mattia De Pace ed Elena Rivoltini.

«La storia di Paolo Grassi – afferma Davide Gasparro – è fondamentalmente la storia di una incrollabile certezza: quella che l’arte in generale e il teatro il particolare possano cambiare il mondo e della necessità di dover creare le condizioni ideali perché questo avvenga. Raccontiamo quindi la storia di una passione tenace, di una strenua volontà, che ha saputo rendere concreti i sogni e i desideri di una generazione, quella uscita dalla seconda guerra mondiale. Raccontiamo di un ragazzo che ha respirato aria di teatro fin da piccolo e che, fatalmente, nel teatro doveva spendere tutte le sue energie, sacrificando tutto il resto, vita privata compresa».

Le celebrazioni continueranno con La rana e le nuvole, in scena all’Ateneo Bruni il 24 e il 26 luglio alle 21. La favola in musica, con la regia di Libero Stelluti, le scene di Benito Leonori e i costumi di Giuseppe Avallone, riporta la danza al Festival della Valle d’Itria contaminandola con il circo contemporaneo dei QuattroX4 guidati da Filippo Malerba. La compagnia di danza del Festival della Valle d’Itria si esibirà sulle musiche tratte da La strada di Nino Rota e da Pulcinella di Stravinskij con le coreografie ideate da Nicola Simonetti che accompagneranno la narrazione di una fiaba liberamente ispirata alla vita di Paolo Grassi e alla sua poetica. Nel ruolo del Sognatore ci sarà Luigi La Monica, attore e doppiatore che ha prestato la voce a star di Hollywood come Richard Gere, Harrison Ford e Jack Nicholson.

Con Per tutti! Il sogno di Paolo, Nina e Giorgio si torna nello spazio nel Chiostro di San Domenico il 27 luglio alle 21 con replica il 28 luglio all’Ex Ospedale San Rocco di Matera, Capital Europea della Cultura 2019. Il testo Per tutti! è una fiaba in musica liberamente ispirata all’avventura che vede tre giovani – Paolo Grassi, Giorgio Strehler e Nina Vinchi – creare il Piccolo Teatro di Milano, primo teatro pubblico in Italia. Le musiche di Chiara Mallozzi e di Bernando Maria Sannino saranno eseguite dall’Ensemble dell’Orchestra ICO della Magna Grecia, diretto dallo stesso Sannino.

Il 29 luglio alle 23.30, al Chiostro di San Domenico, sarà in scena l’ultimo degli spettacoli dedicati a Grassi, Galileo sotto le stelle, notturno di musica e parole: lo spettacolo con il testo e la regia di Michele Balistreri, con Flavio Albanese nel ruolo di Galileo, muove i passi dalla celebre opera teatrale di Bertolt Brecht, Vita di Galileo, per indagare il possibile parallelo fra la ricerca scientifica e la ricerca teatrale per ricercare la verità e stimolare il libero pensiero al di fuori degli schemi imposti.

I quattro spettacoli rientrano all’interno del progetto 1919-2019 Paolo Grassi 100 a Martina Franca, realizzato dalla Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca da maggio a ottobre 2019, con il supporto di Giovanni Soresi. Il progetto vuole essere innanzitutto una testimonianza delle idee di Grassi e del suo modo di fare: dalla necessità del teatro come funzione civile e come servizio pubblico, portata avanti con Giorgio Strehler e Nina Vinchi al Piccolo Teatro (1947-1972), alla difesa di una musica alta e partecipata negli anni trascorsi come sovrintendente del Teatro alla Scala (1972-1977), al ruolo formativo e informativo della produzione culturale rivendicato negli anni della Presidenza Rai (1977-1980), al sostegno intelligente e creativo al Festival della Valle d’Itria nella sua Martina Franca (dal 1975 alla morte avvenuta a Londra il 13 marzo 1981).