Entra nel vivo il progetto “Via delle Donne” sostenuto da Fondazione Con il Sud

foto Daniele Buffa

Si è svolta nei giorni scorsi a Martina franca una conferenza pubblica per lanciare le prossime attività del progetto ‘Via delle Donne’ sostenuto da Fondazione Con il Sud contro le violenze sulle donne. Hanno presenziato l’evento, Tiziana Schiavone per l’Ambito territoriale di Martina Franca, e Maria Rosaria Guglielmi per l’Ambito di Massafra, che si sono soffermate sull’importanza di ben dieci giorni di attività che avranno come filo conduttore ‘Dalla resistenza alla resilienza delle donne’, curate da diverse reti sociali pubblico-private joniche e della Valle d’Itria.

Gli onori di casa sono stati tenuti da Angela Lacitignola, coordinatrice di alcuni centri antiviolenza in Puglia, nonché presidente di Sud Est Donne, associazione molto impegnata nel contrasto al fenomeno delle violenze di genere. A nome della rete di progetto, ha presentato la prossima iniziativa gratuita che si terrà sabato 17 Novembre in Piazza XX Settembre a Martina con l’inedita formula dei ‘Portatori di Parola’, durante la quale gli operatori della associazione leccese ‘Officine cittadine’ fermeranno i passanti sollecitandoli a proporre nomi di donne di successo di ogni epoca, che meriterebbero di vedersi intitolare una strada cittadina a Martina franca e altrove. Un modo gentile per fare prevenzione e invitare a fermarsi, conoscere e riscoprire donne che hanno fatto la storia e prendere coscienza sulle disparità di genere costruendo un sentire comune su questo tema cruciale.

Nel suo intervento Antonia Cairo, presidente della organizzazione capofila di ‘Via delle Donne’, la cooperativa sociale ‘Comunità S. Francesco’ di Ugento (Lecce), ha ribadito l’importanza di accompagnare nell’autonomia donne vittime di violenza, che però deve andare di pari passo con l’indipendenza economica.

Per questo diventa strategico l’inserimento lavorativo di cui si occuperanno in questo progetto le cooperative sociali Eureka di Martina franca e Impegno solidale di Ugento: “Sarà poi importante l’emersione del fenomeno violenze di genere e per farlo questa rete andrà nelle piazze e nelle scuole, e si confronterà con le amministrazioni pubbliche locali”.

“Nelle donne vittime di violenza desideri e sogni vengono duramente intaccati dalla disistima e dai messaggi squalificanti del maltrattante. La coabitazione per chiunque può essere difficile, ma in modo particolare per loro, ma può essere anche un’importante palestra per reimparare a relazionarsi in maniera paritaria generando solidarietà. Può essere una opportunità, anche per chi accoglie e integra”. “Per questo la collaborazione con enti come il Villaggio del fanciullo dei padri Somaschi” – ha proseguito Lacitignola – che diverrà uno dei tre luoghi previsti dal progetto per sperimentare il cohousing volontario tra donne, sarà ancora più preziosa.”.