Don Marco Morrone: “Neppure una briciola di quello che è stato seminato da Don Luigi andrà dispersa”

“Neppure una briciola di quello che è stato seminato da Don Luigi andrà dispersa”. Lo ha assicurato don Marco Morrone durante la sua messa di insediamento nella sua nuova parrocchia di Santa Teresa del bambin Gesù presso il Santuario della Madonna della Sanità di Martina Franca.

Una comunità ancora ferita, con una cicatrice destinata a rimanere ancora per lungo tempo dopo la tragica e prematura scomparsa di don Luigi Angelini, ricordata nelle parole dell’Arcivescovo Mons. Filippo Santoro che ha celebrato la santa messa di accoglienza, assieme allo stesso don Marco, a don Michele Castellana, e concelebrata dai sacerdoti che hanno potuto prendere parte alla cerimonia domenicale nonostante gli impegni nelle proprie parrocchie di appartenenza.

Don Marco Morrone è chiamato all’arduo compito di proseguire la missione compiuta da don Luigi. Ha 71 anni ed è stato parroco della cattedrale di San Cataldo, poi parroco a lido azzurro e rettore della chiesa di San Domenico maggiore a Taranto, oltre che direttore diocesano dell’ufficio di pastorale della famiglia. Le sue ex comunità parrocchiali hanno voluto rendergli omaggio unendosi ai nuovi parrocchiani della Madonna della Sanità in un abbraccio comune di accoglienza. Per gli ex parrocchiani è stato un abbraccio di saluto, ma soprattutto di grande affetto e stima nei confronti di un sacerdote che è riuscito a farsi volere bene ovunque sia stato chiamato a essere pastore.

“Si può essere preti sbuffando oppure si può essere preti amando” – ha detto don Marco Morrone – evidentemente lui ha scelto la strada dell’amore.

In questi mesi, soprattutto dopo la scomparsa di don Luigi, è stato il volto di don Michele Castellana a rassicurare i tanti fedeli che hanno visto in lui una guida autorevole e soprattutto amorevole, dopo aver condiviso con don Luigi quella tragica giornata di luglio e soprattutto dopo aver condiviso un anno da viceparroco alla Sanità a seguito di una straordinaria esperienza alla parrocchia di un’altra Madonna, quella del Carmine di Martina Franca, in cui è ancora vivo l’affetto verso don Michele. Verso di lui tante parole di stima: in privato, da parte dei tanti fedeli, e pubblicamente sia dallo stesso don Marco, che dall’arcivescovo Santoro che in lui ha riconosciuto il valore di una guida che continua a essere punto di riferimento per la sua parrocchia e per l’intera vicaria martinese.

Ottavio Cristofaro